Come usare lo storytelling per creare un brand

Se hai creato o stai cercando di creare un nuovo brand, sai benissimo che la parte più difficile del processo è quella di entrare nella mente dei clienti. 

Oggi nel mercato c’è troppo “rumore”, troppi messaggi e promesse simili sbandierate davanti ai nostri occhi in ogni momento della giornata, mentre guardiamo la tv, passeggiamo per strada, scrolliamo la bacheca di Facebook o guardiamo un video su YouTube. Tanti tentano di piantare il loro brand nella nostra testa per venderci i loro prodotti o servizi.

In tutto questo baccano il consumatore ha messo in piedi un meccanismo di autodifesa eccezionale per non impazzire a stare dietro a tutti questi messaggi; la “barriera dell’attenzione”. In pratica, anche se guarda la tv tutti i giorni per un paio d’ore, sono davvero pochissimi gli spot che riesce a ricordare, ed ancora meno la marca proposta da quegli spot, per non parlare del messaggio di vendita dello spot, veramente una percentuale risicatissima lo ricorda.  

Se anche tu stai cercando di accaparrarti con il tuo brand un “pezzettino” della mente dei clienti ma la tua comunicazione non è incredibilmente persuasiva e fuori dal coro, dovrai metterti in coda alla lista delle migliaia di aziende che ogni giorno cercano di appioppare la loro marca e se sei anche una piccola impresa con poco budget per promuoverti, è molto probabile che il tuo brand non vedrà mai il successo. 

 

IL SEGRETO DEI NOSTRI ANTENATI

È un po’ lo stesso problema che avevano i nostri antenati quando dovevano inculcare un messaggio, una lezione, una morale ai bambini, anch’essi carenti di attenzione come il consumatore medio. Lo stratagemma che gli anziani hanno inventato nel corso dei secoli per educare i più piccoli, è stato quello delle storie. 

 

 

Le storie hanno un potere enorme per la psiche umana (sia di adulti che di bambini) e cioè che riescono ad inculcare facilmente un messaggio o un insegnamento nella mente di chi l’ascolta. Questo perché le storie hanno il potere di creare emozioni ed ogni volta che ad un messaggio è accompagnata un’emozione, questo riesce a sfondare la barriera dell’attenzione e a rimanere impiantato nella mente per tantissimo tempo. Schiodare poi quel messaggio, è veramente difficile, spesso bisogna ricorrere ad altrettanti traumi emotivi o a sedute di psicanalisi. 

Ecco perché se il tuo messaggio di marketing fosse trasmesso attraverso una storia, sarebbe 100 volte più efficace e memorabile. Nel marketing lo storytelling fa proprio questo. Attraverso lo storytelling puoi intrattenere ed allo stesso tempo educare il tuo interlocutore. 

Una delle strategie più potenti (probabilmente la più potente) che puoi utilizzare per persuadere i tuoi potenziali clienti, inseminando il tuo brand nella loro mente, è quella del “viaggio dell’eroe”.

 

IL VIAGGIO DELL’EROE

Nelle storie più famose, c’è sempre un eroe che dopo tante battaglie sconfigge l’antagonista (il cattivo). Le persone adorano gli eroi, poi ci sono anche quelli strani che tifano per il cattivo, ma la stragrande maggioranza di noi ama gli eroi, tifa per loro e li sostiene. 

Con la tecnica del viaggio dell’eroe, il protagonista (l’imprenditore o il team di un’ azienda), ha una missione nobile, una missione che non ha solo un tornaconto economico e personale ma il raggiungimento di un obiettivo che può migliorare la vita di tante persone, liberare un popolo intero, salvare il mondo o aprire gli occhi alle persone ed offrire loro la verità.

Ma come in tutte le storie, raggiungere questo fine non sarà facile per il nostro eroe, perché avrà tanti ostacoli da superare e per farlo dovrà evolvere durante il suo viaggio, dovrà diventare migliore.

Quando l’eroe inizia ad evolversi lavorando duro, con coraggio ed intrapendenza, sembra che ad un certo punto ce la stia per fare a raggiungere il suo obiettivo, ma la mala sorte lo farà cadere ancora una volta, creando ansia e tensione negli ascoltatori che saranno sempre più coinvolti ed appassionati a questo racconto.

Alla fine di questo viaggio, dopo aver superato innumerevoli prove ed ostacoli, il nostro eroe riuscirà a dare compimento al suo nobile intento e salvare qualcuno che, nel nostro caso, potrà essere il consumatore dal scegliere la merendina che può far male alla salute dei suoi figli oppure l’amante del mangiar bene ingannato da chi gli ha propinato per anni la vera pizza napoletana, ma che in realtà era solo una pizza surgelata fatta con materie prime scadenti in uno stabilimento industriale polacco. 

 

 

IL CASO STUDIO DI FRANCESCO MARTUCCI

A titolo esemplificativo, eccoti un esempio di storytelling che ha permesso ad un piccolo imprenditore (un pizzaiolo) di rendere il suo brand (il suo personal brand) tra i più autorevoli nel suo settore e facendogli così raggiungere successi economici e soddisfazioni personali impensabili solo fino a qualche anno prima. 

Questo è il viaggio dell’eroe di Francesco Martucci, iniziato ormai 20 anni fa, il 19 Marzo 2001,  quando decise di dare sfogo alla sua grande passione per la pizza mettendosi in proprio ed aprendo la sua prima pizzeria. Ma non a Napoli, capitale della pizza, bensì nella vicina Caserta, la cenerentola della pizza.

Fino a pochi anni fa, molti casertani si spostavano a Napoli nel weekend per gustare quella che era considerata la “vera” pizza. Nei primi tempi infatti, gli incassi durante il weekend della pizzeria di Martucci, “I Masanielli”, erano di poche centinaia di euro. La situazione stava diventando sempre più drammatica e, dopo due anni di incassi magri, la pizzeria era sull’orlo del fallimento.

Alcuni napoletani si prendevano anche gioco di lui, dicendogli che non sapevano che a Caserta sapessero fare la pizza. Per lui I Masanielli, non era diventata solo una questione economica, ma una questione d’orgoglio. Non mollò, andò avanti nonostante i mille problemi economici,  i debiti e le umiliazioni del locale vuoto nel fine settimana. Fin quando l’indiscutibile bontà e la qualità della sua pizza iniziò a far girare il passaparola. La gente iniziò ad accorrere sempre più numerosa nei weekend alla sua pizzeria, la sua nomea arrivò addirittura anche a Napoli e molti napoletani decisero di emigrare a Caserta nel fine settimana per provare questa fantomatica pizza “casertana” di Martucci. Rimasero tutti stupiti ed entusiasti dalla bontà di questa pizza e anche il successo economico non si fece attendere. Il personale passò in pochissimo tempo da 4 persone (la sola famiglia Martucci) alle attuali 40 persone. Ma Francesco racconta che la sua vera missione non era quella di creare semplicemente una pizzeria redditizia, ma creare “MartucciLand”, un’esperienza gustativa unica ed indimenticabile per il cliente, ma soprattutto quella di portare la “vera” pizza anche a Caserta. Questo ero lo scopo nobile del nostro eroe, ed i suoi clienti, hanno sposato in pieno la sua causa, passando da semplici clienti a sostenitori di Francesco e della sua missione.

La pizza di Martucci è sicuramente eccezionale ed i numerosi premi vinti lo dimostrano. Ma il fatto è che ogni anno si tengono numerosi contest sulla pizza a livello nazionale ed internazionale, ed ogni anno vince qualcuno di diverso. Tanti pizzaioli fanno un’ottima pizza, ma pochi hanno un ottimo brand e un ottimo business. Molti vincitori di campionati di pizza, hanno visto il loro business fallire e sono stati costretti a lavorare come dipendenti presso altre pizzerie o ristoranti. Martucci è uno di quei pizzaioli che, oltre a creare una pizza eccezionale, ha creato attraverso lo storytelling anche un brand eccezionale che gli permette di avere guadagni ben oltre la media. Sicuramente va dato grande merito alla famiglia Martucci ed al loro team di comunicazione per quanto siano stati bravi a raccontare la loro storia. 

Se anche tu hai una piccola azienda, sappi che un buon storytelling potrebbe davvero dare la svolta al tuo brand. Scrivi la tua storia personale, della tua azienda o del tuo team. Ma scrivila in modo che sia emozionante, coinvolgente e appassionante. Scrivi una storia che non crei solo dei clienti, ma dei veri e propri fan del tuo brand. Ovviamente la storia deve essere vera, non puoi inventare ciò che non sei, puoi solo comunicarlo in modo emozionante usando le giuste parole. 

A presto! 

 

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