Intel vs AMD: è guerra!

Per decenni Intel è stata sinonimo di processori. Una leadership che sembrava incontrastata ma che negli ultimi anni è stata messa duramente in discussione dal suo ex competitor “sfigato” AMD. 

 

AMD: da processore “sfigato” a idolo dei gamers. 

Lisa Su, CEO di AMD, ha trasformato in pochi anni quella che era la scelta nei processori per chi non poteva permettersi i più costosi Intel, in un brand molto amato dagli acquirenti più esigenti, posizionandosi come valida alternativa ai “vecchi” Intel. 

Sembra un po’ di rivivere la storia di Coca-Cola contro Pepsi, quando quest’ultima si presentò come la scelta delle nuove generazioni e riposizionò lo storico brand di Atlanta come la bevanda di nonni e genitori. 

Oggi infatti, se in molti segmenti Intel è ancora il leader incontrastato, come processori per notebook e server (anche se lasciando diverse quote di mercato ad AMD), nel segmento dei processori per desktop, AMD ha preso il sopravvento.

Mercato desktop – il sorpasso di AMD

 

 

La ricetta per il successo di AMD.

Ma come ha fatto AMD a colmare l’enorme gap con Intel nel giro di pochi anni?

Questo risultato è sia merito di AMD ma anche il frutto dei demeriti di Intel. 

Infatti, quando sei il leader incontrastato di mercato, e ti ritrovi ad un certo punto ad essere raggiunto da un tuo competitor, hai sempre delle colpe.

Iniziamo dai meriti di AMD che possiamo riassumere principalmente in 3 punti: 

FOCUS

AMD è stata abile nell’attuare una strategia di focalizzazione dell’offerta rivolgendosi ad un target ben definito, ossia i “PC enthusiast”, utenti consapevoli e appassionati di informatica, soprattutto gamer, che danno grossa importanza alla scheda tecnica dei prodotti ed alle sue performance. 

Concentrando tutti i suoi sforzi per soddisfare la richiesta di questo target specifico ed affidandosi per la realizzazione dei processori ad aziende esterne specializzate in processori come TSMC, AMD è riuscita a diventare molto competitiva sulle prestazioni nel confronto con Intel fino a diventare addirittura leader nella nicchia dei processori per desktop ad alte prestazioni. 

REBRANDING

Quando un brand conquista una determinata percezione (sia in positivo che in negativo), è praticamente impossibile scrollarsela di dosso.

L’unica soluzione che rimane, è cambiare nome. E questo è proprio quello che ha fatto AMD, che ha smesso di chiamare i suoi processori Athlon in quanto questo nome aveva acquisito nella mente dei clienti una percezione di economicità e scarse prestazioni, scegliendo di utilizzare un nome completamente nuovo, Ryzen, che risulta essere anche molto più “aggressivo”. 

LO STORYTELLING DELL’EROE

AMD è stata brava a fare la parte della Apple vs IBM degli anni ‘80. Ossia della piccola azienda giovane e ribelle che vuole rompere il dominio monopolistico dell’azienda leader che nuoce al mercato. Infatti non possiamo negare che prima dell’attacco deciso di AMD ad Intel, quest’ultima si era adagiata molto sugli allori. Non avendo praticamente concorrenti, l’innovazione di prodotto negli ultimi 10 anni per Intel è stata molto blanda, a scapito della soddisfazione di molti clienti. Intel infatti ha appioppato per anni ai suoi clienti processori quad core a 16 o massimo 14 nanometri, frutto di architetture sviluppate diversi anni prima. AMD invece, introducendo prima i processori a 7 nanometri e poi a 5 (molto più efficienti e veloci), ha svegliato Intel che quasi è stata forzata a ritornare a fare ricerca e sviluppo come negli anni d’oro (fine anni ‘90 e prima decade dei 2000). 

Questo ha fatto andare praticamente di ecstasy gli appassionati di informatica che più che clienti sono diventati dei veri e propri fanboy, vedendo in AMD il giustiziere del mercato, l’eroe che ha osato sfidare lo strapotere di Intel e riacceso la competizione, con conseguente beneficio dei consumatori. AMD è diventata Davide che sfida Golia (Intel ha un fatturato quasi 8 volte quello di AMD), mettendo in cattiva luce il brand Intel sinonimo di multinazionale impegnata a far profitti e poco alla soddisfazione dei clienti. 

 

 

Perché Intel si è fatta soffiare i clienti da sotto al naso?

 

MANCANZA DI FOCUS

Non solo relativa alla categoria dei processori per PC – che ci può anche stare quando sei il leader indiscusso del mercato – ma all’ingresso in mercati completamente nuovi. Oggi Intel è un’azienda che fa processori, schede madri, memorie allo stato solido, memorie volatili, modem cellulari, modem Wi-Fi, ricetrasmettitori ottici, software di design, intelligenza artificiale, clouding e tanto altro ancora. 

Quando entri in altre categorie e non sei il leader o il n.2, allora è molto difficile fare profitti e il ritorno sul capitale investito potrebbe essere molto basso. Queste scelte hanno tolto ad Intel molto potenziale economico per prendere le distanze da AMD a suon di investimenti in ricerca e sviluppo nei processori e comunque portato a scarsi risultati in molti dei nuovi mercati. 

 

CONFUSIONE DI BRAND

Ma quanti brand di processori ha Intel in portafoglio…?! Solo per il mercato consumer abbiamo Atom, Core i3, i5, i7, i9 e M, Celeron e Pentium (se non ce ne siamo persi qualcun altro). Tutti questi brand di certo non agevolano il lavoro del marketing e l’ottimizzazione delle risorse ma aumentano solo la confusione nella mente del cliente. Il consumatore medio infatti, non ha idea di quale sia il brand che faccia al caso suo. 

 

AMD toglierà la leadership ad Intel?

Molto difficile. 

Intel è ancora il leader indiscusso nei processori e quando sei un tale colosso, puoi permetterti qualche anno di scelte sbagliate. Pepsi tolse molte quote di mercato a Coca-Cola tra la fine degli anni 70 e gli inizi degli ‘80, ma quando quelli di Coca-Cola si svegliarono ripresero ad allungare la distanza dal competitor. 

 

Market share includendo tutti i segmenti (desktop e notebook)

 

In realtà in Intel si sono già svegliati nell’ultimo anno, ottimizzando molto di più l’offerta attraverso un piano che vedrà la vendita di alcune business unit poco profittevoli. Inoltre, il nuovo CEO Pat Gelsinger che si è insediato in azienda da pochi mesi, ha dichiarato che Intel aumenterà i suoi sforzi nel comparto processori per ritornare ad avere la leadership tecnologica.

Detto questo, AMD ha ottime possibilità di mantenere almeno il primato di vendite nel segmento alto di gamma dei desktop, in quanto ha creato un enorme fan base in quella nicchia che non solo adorano i suoi prodotti, ma si sono convertiti in veri e propri haters di Intel, considerato il male oscuro del mercato. 

Questa è l’ennesima prova che attraverso una focalizzata strategia di marketing e posizionamento del brand, anche le aziende più piccole possono competere in mercati dominati da giganti.

E tu hai già messo in atto il tuo piano strategico di differenziazione o stai ancora facendo prodotti un po’ più buoni di quelli del leader ad un minor prezzo…?

A presto!

 

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